La potatura della vite: il primo passo verso la vendemmia
- commerciale26157
- 22 gen
- Tempo di lettura: 2 min
"Scegliere le gemme utili per lo sviluppo della prossima stagione, per identificare quali saranno i germogli e la produttività potenziale per la prossima vendemmia."
Dario Ceccatelli, agronomo

Cadute le foglie, è iniziato l'inverno e quindi non resta che organizzare e riprendere i lavori e la gestione dei nostri vigneti.
Ma quali sono gli interventi che in questo periodo impegnano Andrei ed il nostro agronomo? Potatura e stralciatura sono, infatti, gli interventi invernali principali.
Di cosa si parla? La potatura è un intervento manuale per regolare la produzione e l'attività vegetativa delle piante, scegliendo le gemme giuste per identificare i germogli e la produttività potenziale per la prossima stagione.
La maggior parte della nostra superficie è allevata a guyot, impostando la pianta con un capo a frutto rinnovato annualmente. Una scelta voluta sia per allungare la longevità della pianta sia per la gestione annuale, creando una parete meno voluminosa e una conseguente maggior areazione, che portano ad una minor necessità di interventi manuali e trattamenti e, di conseguenza, un miglior equilibrio vegetato-produttivo della pianta che ci permette di migliorare la qualità delle uve.
Nell'appezzamento di fronte alla casa, dove ha sede il nostro Cabernet Sauvignon più longevo e tendenzialmente molto vigoroso, abbiamo una forma di allevamento diversa: un doppio cordone, dove la pianta è impostata su due rami opposti rispetto all'asse centrale in modo da uniformarne il più possibile l'equilibrio.
La stralciatura, non è altro che un'operazione che consiste nella rimozione dei tralci e dei germogli rimossi, in modo da controllare la crescita delle viti e migliorare la loro salute. Questo processo è parte della potatura e richiede una grande attenzione e precisione.
Nel caso specifico del nostro modo di lavorare, subito dopo aver potato e quindi impostato le nostre piante, andiamo a stralciare, rimuovendo i vari sarmenti e posizionandoli a filari alterni al centro, in modo da non andare a disturbare i filari dove applichiamo il sovescio, che gestiremo nelle prime fasi della primavera e di cui presto vi parleremo.
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